LA PRIMA GUERRA MONDIALE

                                                                                                 Antuofermo Lucia & De Filippo Salvatore

 
     
La prima guerra mondiale vide inizialmente lo scontro degli Imperi Centrali: Germania e Impero Austro-Ungarico contro le nazioni dell'Intesa: Francia, Gran Bretagna e Russia. Con lo svolgersi del conflitto, a seguito di varie alleanze altre nazioni vi presero parte. Tra queste: Italia,(alleato con gli imperi centrali), Belgio, Canada, Australia, Stati Uniti, Serbia, Romania, Sudafrica e Nuova Zelanda. Il numero dei continenti coinvolti fu tale da poter definire la guerra come mondiale, prima nella storia dell'umanità.

All'inizio della guerra (1914) l'Italia era alleata degli Imperi Centrali nella Triplice Alleanza, ma, dato che l'alleanza aveva carattere difensivo (e la guerra era stata dichiarata dall'Austria) e non era stata preventivamente consultata sulla dichiarazione di guerra, il governo italiano fece presente di non sentirsi vincolato dall'alleanza e che, pertanto, sarebbe rimasto neutrale. Successivamente le pressioni diplomatiche di Gran Bretagna e Francia la spinsero a firmare il 26 aprile 1915 un patto segreto, detto Patto di Londra, nel quale l'Italia si impegnava ad entrare in guerra entro un mese in cambio di alcune conquiste territoriali che avrebbe ottenuto dopo la guerra: il Trentino, il Tirolo meridionale, Trieste, Gorizia, l'Istria (a eccezione della città di Fiume) e parte della Dalmazia. L'Italia in base al trattato avrebbe dovuto intervenire nel conflitto entro un mese dalla firma. Nel corso del mese la situazione interna italiana vide un contrasto sulle piazze fra interventisti e neutralisti, mentre i primi volevano l'intervento, i secondi ritenevano che una politica di neutralità sarebbe stata più vantaggiosa per gli interessi dello stato. Il giorno 4 maggio l'Italia denunciò la sua uscita dalla Triplice Alleanza ed il giorno 12 maggio il governo Salandra diede le dimissioni. Sotto la pressione della piazza il parlamento (a maggioranza neutralista ) il giorno 20 maggio diede i pieni poteri al Presidente del Consiglio Salandra con 407 voti favorevoli e 74 contrari. Il 24 maggio 1915, l'Italia dichiarò guerra all'Impero Austro-Ungarico.

La guerra si concluse l'11 novembre 1918, quando la Germania firmò l'armistizio con le forze dell'Intesa. Il numero di morti è stato calcolato in oltre quindici milioni.

 

     
         
 
Alcuni membri del governo austriaco pensavano che la campagna contro la Serbia sarebbe stata il rimedio perfetto ai problemi politici interni dell'impero. Nel 1914 il governo dell'Impero Austro-Ungarico aveva infatti una struttura "dualistica": Austria e Ungheria avevano essenzialmente due governi separati sotto lo stesso monarca. Il governo magiaro manteneva il controllo sulla politica di difesa, ma era dipendente da quello austriaco per questioni come l'approvazione del bilancio.

L'attentato di Francesco Ferdinando, il 28 giugno del 1914 a Sarajevo, creò l'opportunità tanto cercata da alcuni leader austriaci di poter contare su un piccolo regno slavo. I cospiratori vennero accusati dalle autorità Austro-Ungariche di essere stati armati dalla fantomatica Mano Nera, un raggruppamento nazionalista pan-slavo collegato ad ambienti governativi serbii.

Con l'aiuto della Germania, l'Austria-Ungheria, che agì principalmente sotto l'influenza del Ministro degli Esteri Leopold von Berchtold, il 23 luglio 1914 inviò alla Serbia un ultimatum composto da 15 punti, difficilmente realizzabili, che doveva essere accettato nel giro di 48 ore per evitare la guerra. Il governo Serbo accettò tutte le richieste meno una (quella che avrebbe permesso alla polizia austriaca di condurre le indagini nel territorio serbo al posto delle forze dell'ordine locali). L'Austria-Ungheria ruppe perciò le relazioni diplomatiche il 25 luglio e dichiarò guerra il 28, tramite telegramma inviato al governo serbo.

Il governo russo, che nel 1909 si era impegnato a garantire l'indipendenza della Serbia in cambio che questa consentisse l'annessione della Bosnia all'Austria, mobilizzò le sue riserve militari il 30 luglio a seguito dell'interruzione nelle cruciali comunicazioni telegrafiche tra Guglielmo II e Nicola II di Russia, che era sotto pressione da parte del suo staff per prepararsi alla guerra. La Germania richiese, il 31 luglio, che la Russia ritirasse le sue forze, ma il governo russo persistette, in quanto la demobilitazione avrebbe reso impossibile riattivare la pianificazione militare in tempi brevi. La Germania dichiarò guerra alla Russia il 1° agosto e due giorni dopo contro il suo alleato, la Francia.

Lo scoppio del conflitto è spesso attribuito alle alleanze stipulate nei decenni precedenti: Germania-Austria-Italia e Francia-Russia; con Gran Bretagna e Serbia allineate a queste ultime. In effetti nessuna delle alleanze venne attivata fin da subito, anche se la mobilitazione generale russa e la dichiarazione di guerra tedesca contro la Francia furono motivate dalla paura che l'alleanza avversa venisse posta in gioco.

La dichiarazione di guerra britannica contro la Germania (4 agosto), per esempio, non fu il risultato di intese ufficiali con Russia e Francia (ufficialmente non era alleata a nessuna delle due nazioni), ma fu causata dall'invasione tedesca del Belgio (la cui indipendenza la Gran Bretagna aveva garantito di sostenere fin dal 1839), il quale si trovava sul percorso pianificato dai tedeschi per l'invasione della Francia.

 

 

     
     
         

 1914

  • 28 luglio - L'Austria-Ungheria dichiara guerra alla Serbia;
  • 1° agosto - La Germania dichiara guerra alla Russia;
  • 2 agosto - Le truppe tedesche occupano il Lussemburgo;
  • 3 agosto - La Germania dichiara guerra alla Francia;
  • 4 agosto - La Germania invade il neutrale Belgio;
  • 4 agosto - Il Regno Unito dichiara guerra alla Germania dopo che questa non rispetta la neutralità belga;
  • 20 agosto - Le forze tedesche occupano Bruxelles.
  • 23 agosto - Il Giappone dichiara guerra alla Germania;
  • Settembre 1914 - un patto di unità viene firmato da Francia, Gran Bretagna e Russia;
  • 1° novembre - Una squadra di incrociatori tedeschi infligge una bruciante sconfitta alla Royal Navy affondando due incrociatori corazzati a largo delle coste cilene ( Battaglia di Coronel )
  • 9 ottobre - Assedio di Anversa - Anversa, in Belgio cede alle truppe tedesche;
  • novembre 1-5 - L'Impero Ottomano entra in guerra dalla parte della Germania e dell'Austria-Ungheria.

 

 1915

  • maggio 1915 - l'esercito italiano entra in guerra.

 1916

  • 31 maggio-2 giugno Scontro navale fra la Grand Fleet e la Hochseeflotte nel mare del Nord; passa alla storia come battaglia dello Jutland, o dello Skagerrak per i tedeschi. Quella che viene ricordata come la più grande battaglia navale di tutti i tempi, fu tatticamente una vittoria tedesca, dato che le perdite inflitte ai britannici furono superiori e piuttosto brucianti (come l'affondamento dei maestosi incrociatori da battaglia Invincible e Queen Mary). Tuttavia l'effetto strategico dello scontro fu di assoluto vantaggio britannico, perché la flotta tedesca non si arrischiò più in mare aperto per cercare uno scontro diretto.La guerra sul mare veniva affidata quasi completamente ai sommergibili.
  • 27 agosto - La Romania dichiara guerra all'Austria-Ungheria;
  • 28 agosto - L'Italia dichiara guerra alla Germania

1917

  • 24 febbraio - All'ambasciatore degli Stati Uniti nel Regno Unito, Walter H. Page, viene consegnato il telegramma Zimmermann, Nel quale l'Impero Germanico offre la restituzione del Sudovest Americano al Messico

L'Italia dichiarò guerra all'Austria-Ungheria il 23 maggio 1915, e alla Germania quindici mesi più tardi.

All'alba del 24 maggio il Regio Esercito sparò la prima salva di cannone contro le postazioni austro-ungariche asserragliate a Cervignano del Friuli che, poche ore più tardi, divenne la prima città conquistata. All'alba dello stesso giorno la flotta austro-ungarica bombardò la stazione ferroviaria di Manfredonia; alle 23:56, bombardò Ancona. Lo stesso 24 maggio cadde il primo soldato italiano, Riccardo di Giusto.

Il comando delle forze armate italiane fu affidato al generale Luigi Cadorna. Il nuovo fronte aperto dall'Italia ebbe come teatro l'arco alpino dallo Stelvio al mare Adriatico e lo sforzo principale tendente allo sfondamento del fronte fu attuato nella regione della valli isontine, in direzione di Lubiana. Anche qui, dopo un'iniziale avanzata italiana, gli austro-ungarici ricevettero l'ordine di trincerarsi e resistere. Si arrivò così a una guerra di trincea simile a quella che si stava svolgendo sul fronte occidentale: l'unica differenza consisteva nel fatto che, mentre sul fronte occidentale le trincee erano scavate nel fango, sul fronte italiano erano scavate nelle rocce e nei ghiacciai delle Alpi, fino ed oltre i 3.000 metri di altitudine.

Nei primi mesi di guerra l'Italia sferrò quattro offensive contro gli austro-ungarici ad est. Queste furono:

  • Prima battaglia dell'Isonzo: 23 giugno - 7 luglio 1915
  • Seconda battaglia dell'Isonzo: 18 luglio - 4 agosto 1915
  • Terza battaglia dell'Isonzo: 18 ottobre - 4 novembre 1915
  • Quarta battaglia dell'Isonzo: 10 novembre 1915

In queste prime quattro battaglie le perdite italiane ammontarono a oltre 60.000 morti e più di 150.000 feriti, il che equivaleva a circa un quarto delle forze mobilitate. Degna di menzione è l'offensiva nell'alto Cadore sul Col di Lana tendente a tagliare una delle principali vie di rifornimento al settore Trentino attraverso la Val Pusteria. Questo teatro di operazioni fu secondario rispetto alla spinta ad est, tuttavia ebbe il merito di bloccare, in seguito, contingenti austro-ungarici: la zona di operazioni si avvicinava infatti più di ogni altro settore del fronte a vie di comunicazione strategiche per l'approvvigionamento del fronte tirolese e trentino.

La Bulgaria fu il primo tra gli Imperi Centrali a firmare l'armistizio (29 settembre 1918), seguito dalla Turchia (30 ottobre) La Germania richiese un cessate il fuoco il 3 ottobre 1918, seguita dall'Austria-Ungheria. I combattimenti terminarono con l'armistizio concordato l'11 novembre a Compiègne. Austria e Ungheria firmarono due armistizi separati a seguito del rovesciamento della monarchia asburgica. Il maggiore Harry S. Truman fece sparare i cannoni al suo battaglione fino agli ultimi secondi. Circa trent'anni dopo, il maggiore divenne presidente degli Stati Uniti. Fu lui a ordinare il lancio delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, che pose fine alla seconda guerra mondiale. Si può dire che Truman fece terminare entrambe le guerre mondiali.

Quando Guglielmo II ordinò alla Flotta d'alto mare tedesca una sortita contro le navi alleate, questa si ammutinò a Wilhelmshaven, il 29 ottobre 1918. Il 9 novembre, venne proclamata la repubblica, segnando la fine dell'Impero germanico del 1871. Il Kaiser fuggì il giorno seguente nei Paesi Bassi, che gli garantirono asilo politico.